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Lo
studio SAICons basa la propria attività sulla sinergia delle
potenzialità operative, tecniche ed amministrative.
Non esiste infatti, nella gestione del patrimonio abitativo, problematica
che non comprenda aspetti tecnici ed amministrativi che si compenetrino
a vicenda; spesso gli aspetti amministrativi della gestione dipendono
da scelte tecniche fatte in corso di costruzione o regolamentazione
dei fabbricati; altre volte la soluzione tecnica può essere
influenzata dalla corretta interpretazione ed applicazione dei giusti
criteri di amministrazione dei beni; sicuramente entrambi gli aspetti,
correttamente valutati ed applicati, debbono fornire la soluzione
più efficace e conveniente allutente finale del servizio.
Lamministrazione
comporta delle scelte che, sebbene effettuate con lo spirito che
il legislatore definisce del buon padre di famiglia,
informate alle norme vigenti, ai regolamenti e quantaltro
dovuto, spesso non sono indolori.
Loperato dellamministratore è soggetto, in generale,
a quelle stesse problematiche che interessano ogni tipo di rappresentanza
di un gruppo più o meno grande di persone e a complicare
le cose spesso intervengono anche carenze regolamentari o particolari
scelte progettuali che non rendono agevole la gestione delle cose
comuni.
Senza contare, inoltre, che le scelte dellamministratore e
lattuazione delle delibere si traducono spesso in un esborso
economico. Ognuno interpreta in modo soggettivo e sicuramente per
sé più conveniente le norme e i criteri di ripartizione;
la stessa necessità degli interventi viene, a volte, messa
in dubbio, i confronti, spesso aberrati da interpretazioni del tutto
soggettive dei criteri adottati dai tecnici in fase progettuale
e regolamentare, fanno emergere presunte ingiustizie.
Tutto questo e tanto altro avviene spesso nei condomini, e con maggior
frequenza quanto più grandi e complessi essi sono.
Per capire come evitare e risolvere, quando purtroppo già
esistenti, questi problemi, dobbiamo tornare allargomento
qui trattato: aspetti tecnici ed amministrativi del condominio.
Tolti
di mezzo gli aspetti emozionali del problema, dobbiamo sgombrare
il campo da convinzioni più o meno fondate e da pregiudizi
per cercare di individuare la vera natura del problema e gli strumenti
a disposizione per risolverlo.
Per fortuna, ma anche purtroppo, il codice civile è molto
chiaro e sintetico circa le norme che regolano il condominio.
Dicevo per fortuna, ma anche purtroppo, perché se i criteri
generali dettati sono inconfutabili e costituiscono dei capisaldi
preziosi, è anche vero che linfinita casistica dei
problemi non sempre trova precisa corrispondenza nella norma generale;
anche la giurisprudenza (sentenze della Corte di Cassazione, dei
tribunali, ecc.) non sempre aiuta; si arriva addirittura a sentenze
contrastanti fra sezioni diverse della Corte di Cassazione o con
interpretazioni diverse a distanza di tempo.
Lo strumento più prezioso in questo campo è il Regolamento
di Condominio e le Tabelle millesimali per la ripartizione
delle spese.
Quando cè, questo strumento è spesso perché
il costruttore è obbligato per legge a farlo redigere e ad
inserirlo nellatto di compravendita; in questo caso il regolamento
è definito contrattuale. Il vero problema è che, come
lesperienza pratica dimostra, questo documento, enormemente
vincolante per gli acquirenti, è sottovalutato sia dagli
acquirenti stessi, che quasi mai lo leggono prima di acquistare,
o, addirittura, lo acquistano senza che esso sia già redatto,
sia dallo stesso tecnico che lo redige.
Al di là della pedissequa ripetizione delle norme del codice
civile, infatti, il regolamento dovrebbe contenere tutte quelle
norme, diritti, divieti, criteri di uso, di manutenzione, ecc. che
servirebbero ad evitare dubbi, equivoci e, conseguenzialmente, liti
e contenziosi fra condomini o fra condomini e amministratore.
Le stesse tabelle millesimali, allinizio sottovalutate, ma
poi passate sotto la lente del microscopio alla ricerca del millesimo
di millesimo di presunta ingiusta attribuzione, sono spetto incomplete
o addirittura sbagliate.
Quasi mai le stesse sono accompagnate da una relazione tecnica che
descriva i criteri adottati dal professionista in fase di redazione;
il numero delle tabelle è minimo e sicuramente insufficiente
per ripartire le spese di specifici parti condominiali, impianti,
ecc.
In
altre parole, lamministratore è costretto, quasi sempre,
ad operare con strumenti incompleti quando non viziati allorigine
che minano, sin dalla nascita, la regolare amministrazione del condominio
e i buoni rapporti fra i condomini.
Quindi,
qualora si riesca a sgombrare il campo da pregiudizi e confusione,
creando i presupposti necessari alla soluzione dei problemi e ad
unamministrazione coscienziosa e professionalmente valida,
gli strumenti a disposizione, spesso, non aiutano.
In
questi casi, che, inoltre, costituiscono la stragrande maggioranza
di quelli esistenti, di enorme aiuto sono le capacità tecniche
ed amministrative del professionista, messe in atto con trasparenza
e serenità di giudizio, ma anche con fermezza e decisione.
Solo
il riconoscimento di tali qualità e la fiducia nellamministratore
scelto possono sopperire alle innumerevoli carenze del sistema.
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